La mappa della Metropolitana di New York

Il grafico Michael Hertz, creatore dell’iconica piantina delle linee della metropolitana di New York, una delle mappe più consultate della storia umana, è morto oggi a 87 anni in un ospedale di Long Island.

Aveva ricevuto l’incarico, dall’Autority che gestisce i servizi pubblici della Grande Mela, di ridisegnare la carta topografica della subway newyorchese alla metà degli anni ’70 con l’obiettivo di realizzare uno strumento che davvero aiutasse i cittadini a districarsi in un sistema così tentacolare di linee, tanto da essere soprannominato “The Labyrinth”.

La mappa della metropolitana di New York può essere considerata quasi un’anomalia rispetto alle mappe delle metropolitane di tutto il mondo; essa, infatti, mostra le strade cittadine, i parchi e i quartieri giustapposti a linee della metropolitana curve, mentre nelle altre mappe (come, per esempio, nella mappa della metropolitana di Londra) non vengono mostrate queste caratteristiche e le linee della metropolitana sono dritte con angoli di 45° o 90°.

La creazione di Hertz sostituì la precedente variopinta mappa di stile modernista dell’italiano Massimo Vignelli, realizzata nel 1972 e conservata al MOMA (Museo d’arte moderna), ma poco amata dai newyorchesi perché non metteva in relazione la parte sotterranea con il livello stradale.

Le linee ferroviarie sono disposte solo a 45 e 90 gradi. Ogni linea è rappresentata da un colore. Ogni fermata è rappresentata da un punto. Cosa potrebbe essere più semplice? Il risultato è una soluzione di design di straordinaria bellezza.

E fu così che nel 1979, la mappa Vignelli fu sostituita da una mappa convenzionale, meno elegante e più geograficamente accurata, che persiste tutt’oggi in una forma riveduta. La mappa di Vignelli è particolarmente apprezzata da molti designer grazie all’estrema purezza formale e chiarezza dell’informazione che deriva dal suo spazio astratto e dal brillante uso della geometria. 

Nel 2008 arrivò una versione rivisitata della mappa di Vignelli.

Gli fu commissionata dal vice direttore di Vanity Fair: Vignelli lavorò a fondo con il suo staff per correggere ogni precedente difetto. La mappa è stata successivamente tradotta in una versione digitale che ha dato vita all’applicazione ufficiale per dispositivi mobili The Weekender, realizzata dalla Metropolitan Transit Autority, l’ente che nel 1979 sostituì la mappa di Vignelli con quella tradizionale tuttora in uso.